mobilità
Critical Mass il 26 settembre a Biella
Sabato 26 settembre a Biella Torna la Critical Mass! xD
La biciclettata disorganizzata inizierà alle 15 sotto ai portici del municipio (in via Italia a fianco dell'Informagiovani), dopo la lettura del "Giuramento ufficiale".
La Massa Critica non è un'organizzazione ufficiale, non è una manifestazione organizzata. E' un festoso ritrovo di ciclisti che decidono di pedalare insieme per strada, al fine di sensibilizzare sulla mobilità eco-sostenibile. Questo può essere un sentiero per chiedere la realizzazione di nuove piste ciclabili! Sia per aumentare quelle interne alla città, magari per fare in modo che i quartieri perifici siano collegati in maniera migliore con il centro della città. Promuovere l'uso delle biciclette significa promuovere l'educazione ambientale, alla salute e, quindi, civica.
Intanto di fianco all'Atl di Biella, in via Lamarmora di fronte al Cda, durante la biciclettata ed a seguire ci sarà un banchetto dell'associazione. In caso di maltempo la biciclettata verrà rinviata.
Diffondi il volantino in formato jpeg o scaricandoti il pdf e stampandolo!
L'ingegno per il volantino si deve ad Alessio (thanks ^_^).
Vuoi saperne di più sulla Critical Mass? Puoi scaricarti il seguente volantino:
Lettera al sindaco: vogliamo più piste ciclabili!
In seguito alla fantastica 2a biciclettata disorganizzata alias Critical Mass biellese, abbiamo deciso di scrivere una lettera al Sindaco, al consiglio comunale intero e per conoscenza ai giornali. L'intento è quello di invitare a realizzare nuove piste ciclabili a Biella, rendere più sicure e migliorare quelle già esistenti, promuovere il bike sharing. La nostra lettera, visibile a seguire, è liberamente scaricabile (in formato pdf) e consultabile.
Al sindaco di Biella Donato Gentile e ai consiglieri comunali.
Per conoscenza a “La Nuova Provincia di Biella”, “Eco di Biella, “Il Biellese”, “La Stampa”.
Egregio Sindaco/Consigliere, il 27 giugno 2009 la nostra associazione ha preso parte alla Critical Mass biellese, un festoso ritrovo tra ciclisti che si muovono per le strade della città ed il cui unico scopo è sensibilizzare i cittadini sul tema della mobilità critica intesa come alternativa valida e sostenibile all'uso e troppo spesso all'abuso delle automobili.
Rispetto alla prima edizione, risalente al 27 settembre 2008, il numero dei partecipanti è più che raddoppiato sfiorando la cinquantina di unità. Tra i presenti c'erano anche numerosi bambini, per i quali in più occasioni abbiamo avuto difficoltà nel preservare la loro sicurezza, a causa di automobilisti poco tolleranti e spazientati dalla lunga fila di biciclette. Eviteremmo volentieri la ripetizione di simili spiacevoli episodi in futuro, ben lungi da noi è infatti la volontà di creare situazioni pericolose per chiunque e sentiamo fortemente l'esigenza di tutelare i partecipanti. Tramite questa lettera la invitiamo perciò a proporre in consiglio comunale ed a realizzare nuove piste ciclabili poiché siamo convinti che la loro costruzione possa eliminare o quantomeno ridurre drasticamente la possibilità di darsi fastidio tra biciclette e automobilisti considerato che entrambi hanno gli stessi diritti di viaggiare in piena tranquillità. Nel contempo auspichiamo un allargamento ed una maggiore promozione del bike sharing, attualmente sostenuto dal Comune di Biella tramite il progetto “Bici in città”.
Agire in tal senso sarebbe davvero un ottimo esempio per tutti i cittadini e testimonierebbe, meglio di molte parole, la sensibilità delle istituzioni e dell'amministrazione locale ai temi ambientali e del trasporto, così delicati e centrali in ogni dibattito politico e sociale. In attesa di un suo riscontro, le auguriamo una buona giornata. Cordiali saluti,
Associazione di volontariato no profit Grilli biellesi
www.grillibiellesi.org - grillibiellesi AT gmail DOT com; AT = "@"; DOT = ".".
Sabato 27 giugno: è Critical Mass!
Appuntamento sabato 27 giugno per la Critical Mass biellese, alle 15 presso i portici del comune di Biella. La Massa Critica non è un'organizzazione ufficiale, non è una manifestazione organizzata. E' un festoso ritrovo di ciclisti che decidono di pedalare insieme per strada, al fine di sensibilizzare sulla mobilità eco-sostenibile.
Questo può essere un sentiero per chiedere la realizzazione di nuove piste ciclabili! Sia per aumentare quelle interne alla città, magari per fare in modo che i quartieri perifici siano collegati in maniera migliore con il centro della città. Promuovere l'uso delle biciclette significa promuovere l'educazione ambientale, alla salute e, quindi, civica.
La biciclettata disorganizzata terminerà con il ritrovo ai giardini Zumaglini, il percorso sarà improvvissato in classico stile Critical Mass. In caso di maltempo la Critical Mass sarà rinviata al sabato successivo. Riprendiamoci la città, ora.
Ecco il filmato girato durante la scorsa Critical Mass:
E alcune fotografie scattate alla scorsa Critical Mass del settembre 2008.
Comuni a 5 stelle
Il progetto "Comuni a 5 stelle" deriva da circa 2 mesi – marzo e aprile 2009 - di discussione ed analisi delle problematiche del territorio biellese, alle quali abbiamo risposto con soluzioni provenienti dalle nostre idee e da quelle dei numerosi cittadini che ci hanno inviato suggerimenti tramite mail oppure recandosi ai nostri banchetti. In particolare riteniamo importante sottolineare che hanno contribuito alla stesura di tale progetto le idee di Matteo Incerti, Paul Connett, Marco Boschini e Maurizio Pallante. Se è vero che i politici sono i nostri dipendenti, dovremmo essere noi a proporgli il programma da realizzare.
Acqua bene comune
- L'acqua è un bene indispensabile per la vita, deve quindi rimanere pubblica e non può essere trasformata in merce;
- Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi;
- Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni fornire incentivi per il doppio circuito: acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri utilizzi (esempio: incentivi per usare l’acqua piovana per gli sciacquoni);
- Obbligo di recupero delle acque piovane per le nuove abitazioni, incentivi per la ristrutturazione delle vecchie. Tale recupero si può effettuare canalizzando i flussi delle grondaie in serbatoi di accumulo destinate a fornire acqua per sciacquoni e irrigazione;
- Incentivazione, dovunque sia possibile, per l'utilizzo degli impianti di fitodepurazione;
- Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite. Le gare d’appalto devono consentire di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (secondo il modello delle Esco);
- Rilevazione annuale dell'inquinamento dei corsi d'acqua (fiumi, torrenti, rogge eccetera) nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti e con la pubblicazione dei risultati;
- Incentivi per l'adozione dei depuratori, in assenza di rete fognaria, nelle abitazioni civili e nelle aziende;
- Promuovere la preferenza dell'acqua potabile comunale rispetto a quella imbottigliata da aziende private;
- Incentivi e campagne di informazione in favore dell'utilizzo dei riduttori di flusso per rubinetti e docce (questi devono essere applicati immediatamente nelle strutture pubbliche quali ospedali, palestre, scuole eccetera);
Ambiente, urbanistica ed edilizia
Nell’ottica della decrescita la politica energetica va indirizzata prioritariamente verso la riduzione dei consumi. Eliminare gli sprechi e aumentare l’efficienza è il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, perché la diminuzione della domanda di energia: a) accresce il loro contributo percentuale alla soddisfazione del fabbisogno; b) libera grandi quantità di denaro che può essere reinvestito nel loro acquisto. Se il paradigma della crescita non viene messo in discussione, la politica energetica viene impostata sulla ricerca illusoria di fonti rinnovabili illimitate e pulite che siano in grado di sostituire la carenza crescente di fonti fossili, eliminando al contempo l’impatto ambientale che generano. Il contesto culturale di riferimento di questa impostazione è l’ossimoro dello sviluppo sostenibile.
- Blocco delle aree di espansione edilizia nei piani regolatori delle aree urbane. Incentivazione delle ristrutturazioni qualitative ed energetiche del patrimonio edilizio esistente. Concessioni di licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico;
- Formulazione di allegati energetici-ambientali ai regolamenti edilizi vincolanti la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all’anno);
- Espansione del verde urbano nell’ottica di una riduzione dello squilibrio complessivo tra inorganico e organico, con fissazione di percentuali annue di incremento, al fine di: a) migliorare i microclimi urbani; b) aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli; c) potenziare la fotosintesi clorofilliana per incrementare l’assorbimento di CO2;
- Valutazione strategica dell’impatto ambientale, ma anche visivo (il paesaggio è di tutti) per qualsiasi intervento di grandi dimensioni sul territorio;
- Uso nell’edilizia di materiali locali, per quanto possibile, e riutilizzo di materiali provenienti dalle demolizioni;
- Divieto totale di sosta nelle strade dei centri storici ad eccezione dei residenti e destinazione agli stessi dei parcheggi sotterranei esistenti;
- Dotazione obbligatoria di impianti fognari dove sono ancora assenti ed incentivi in favore di impianti di depurazione per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario;
- Aumentare la qualità nel riscontro degli ispettori dei cantieri per la sicurezza sul lavoro ed aumentare l'efficacia dei controlli per verificare i lavori in nero;
- Negli appalti pubblici deve essere considerata anche la fedina penale dei titolari e dei cda delle ditte che si offrono per la costruzione / ristrutturazione;
- Campagne di informazione sul tema della decrescita, che è differente dallo sviluppo sostenibile e si contrappone al Pil come misura di riferimento per considerare il benessere della comunità.
Trasporti e mobilità sostenibile
- Occorre intervenire sia a livello tecnico, incentivando lo sviluppo di mezzi di trasporto più efficienti e meno inquinanti, sia a livello organizzativo, favorendo lo sviluppo dei mezzi di trasporto pubblici e disincentivando l’uso dei mezzi privati soprattutto nelle aree urbane fortemente congestionate;
- Definizione di un piano di trasporti pubblici non inquinanti (possibilmente elettrici, dotandoli di stazioni di rifornimento energetico sostenibile, ad esempio da fonte solare) sia per l'area comunale che in riferimento ai collegamenti esterni al Comune. Realizzare efficienti collegamenti a trasporto pubblico, con conseguenti apposite pensiline, tra l'area urbana e le aree disperse sul territorio;
- Dotazione di una rete di piste ciclabili sicure che consenta di raggiungere i punti di maggior interesse pubblico (scuole, ospedali, municipi, eccetera). Garantire una buona manutenzione alle piste ciclabili esistenti, allargare i collegamenti per quelle già presenti sul territorio ed organizzare campagne di sensibilizzazione per l'utilizzo della bicicletta;
- Istituzione di parcheggi comunali per le biciclette ed introdurre la possibilità di parcheggiare le biciclette all'interno dei condomini;
- Pedonalizzazione dei centri cittadini;
- Favorire con apposite convenzioni i servizi di car sharing e bike sharing;
- Realizzare un piano urbano per la mobilità dei disabili ed incentivare le strutture private che operano nel trasporto dei disabili;
- Agevolazioni per l'insediamento di postazioni pubbliche di telelavoro;
- Utilizzo di navette pubbliche per il trasporto dei bambini a scuola;
- Impossibilità di applicare materiale pubblicitario che non sia "pubblicità progresso" sui mezzi pubblici. Non permettere la promozione di aziende private, ma solamente le attività pubbliche, di volontariato e socialmente utili.
Rifiuti Zero
Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama, è necessario partire da questi concetti: a) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1, vale a dire che ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea 1 solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai); b) L’incenerimento, privato dei sussidi pubblici Cip6 ricavati dalle tasse dei cittadini, non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo più costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal e studio "Light myfire"; c) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” , 2008 - Ecole des Mines-Parigi). Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:
- Tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni. Prevedere quindi la creazione di un apposito Centro Studi in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutilizzabili, riciclabili o compostabili;
- Affidarsi alla raccolta porta a porta, poichè determina una riduzione dei rifiuti e rispetto a quella stradale con cassonetti permette il raggiungimento di maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità ed un maggior risparmio e recupero energetico dei materiali (fonte studio Tea-Mantova). Le bollette, per famiglie ed imprese, si devono basare su di una tariffa puntuale (al kg e non al metro quadro) tramite microchip, vale a dire che più ricicli e meno paghi;
- Pianificare la riduzione dei rifiuti (vedi il progetto europeo "Meno 100kg pro capite") con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto, compostaggio domestico eccetera. Prendere accordi con le imprese e la grande distribuzione al fine di creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio e triplo imballaggio;
- Realizzare “Negozi del riciclo”, dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica, vetro, lattine e carta ricevendo in cambio bonus denaro (anche tramite punti su tessera magnetica: vedi progetto Ecomondo del comune di Follonica). Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato;
- Raccolta differenziata in tutte le scuole e luoghi pubblici (università, centri sportivi, cinema, luoghi di lavoro) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale dei GrilliTreviso David Borrelli. Questo permetterà di educare il cittadino al riciclo in ogni momento della vita quotidiana. Attuare progressivamente una digitalizzazione delle lettere all'interno dei luoghi pubblici per ridurre la quantità di carta circolante e di traffico per le strade;
- Realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali facilmente accessibili ai cittadini, creazione di isole ecologiche intercomunali per i piccoli Comuni;
- Costruzione di impianti di digestione anaerobica e compostaggio (che lavorano "a freddo" come il Tmb, Trattamento Meccanico Biologico) con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi possono contribuire al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (vedi il modello di Linkoping in Svezia);
- Costruzione di moderni centri riciclo modello Vedelago (a maggiore partecipazione pubblica), dove anche gli scarti residui non riciclabili come quelli plastici-cartacei appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando nuove cave). Tale impianto costa molto meno di un inceneritore e migliora il ciclo riguardante la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati "a freddo", prendere in considerazione le tecniche di "Oxy-Combustione senza fiamma". Impegnarsi a recuperare plastica, vetro, alluminio e tutto quanto può essere riutilizzato dalle vecchie discariche (vedi Landfill Mining);
- Promuovere l'adozione, tramite incentivi, dei pannolini riusabili negli asili nido. Promuovere l'uso delle borse riutilizzabili vietando la produzione di quelle in plastica. Ogni evento patrocinato oppure organizzato dal Comune deve avere la minore impronta ecologica possibile. I mezzi pubblici come treni e autobus devono essere organizzati in modo tale da poter raccogliere i rifiuti in maniera differenziata;
- Chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori presenti sul territorio.
Energia ed efficienza
- Riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti. Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%, mentre lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60%. La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente sia per gli effetti devastanti sull’ambiente, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili;
- Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie, centri sportivi. Incentivi per la costruzione o l'adattamento delle case efficienti dal punto di vista energetico e con bassa dispersione di calore;
- Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di microcogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW;
- Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla microcogenerazione diffusa la normativa del "Conto energia";
- Eliminazione degli incentivi previsti dal Cip 6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili;
- Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici;
- Utilizzare i semafori a led per un minore consumo energetico ed una maggiore duratura;
- Riduzione dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici. Prevedere la sostituzione delle tradizionali lampadine incandescenti con quelle fluorescenti nei luoghi gestiti dalle amministrazioni pubbliche, oltre che fornire incentivi alle famiglie per poter effettuare il cambiamento a casa propria. Realizzare campagne di sensibilizzazione a tal proposito;
- Installazione di pannelli solari sugli edifici pubblici con un concorso che non sia al ribasso economico, ma che tenga conto anche della qualità del prodotto. Incentivarne la costruzione sui tetti delle case private. Impegnarsi ad usare l'idroelettrico, evitando dighe, e costruire un piano energetico adatto alle conformità geologiche del Biellese;
- Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici. Se fosse applicata la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile l’anno. In realtà se ne consumano di più. Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio al metro quadrato calpestabile l’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento di ambienti. La metà del consumo medio italiano. Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, al metro quadrato l’anno.
Connettività e partecipazione
- Rendere l'accesso a internet disponibile a tutti e gratuito (vedi l'esempio di Pordenone) tramite un collegamento possibilmente via cavo oppure Wi-Fi (in tal caso valutare eventuali rischi sanitari). Dedicare locali pubblici per l'utilizzo del web, in questi luoghi l'accesso deve essere gratuito per i residenti mentre in caso di stampe ed altri servizi questi ultimi saranno a pagamento;
- Diffusione di punti Wi-Fi nel territorio del Comune per una massima copertura, in particolare nelle aree di maggior frequentazione, anche per i turisti. Creazione di punti di accesso al web nei luoghi pubblici, ad esempio le biblioteche;
- Servizi comunali disponibili tramite internet ogni volta che questo sia possibile (ad esempio nelle Asl per le prenotazioni);
- Consigli comunali pubblici in diretta streaming e con archivio disponibile su internet (vedi "E-Dem, Cossato si progetta"). Le sedute del consiglio comunale devono essere promosse e comunicate nel migliore modo possibile alla popolazione al fine di creare la maggiore partecipazione possibile. I verbali delle sedute del consiglio comunale devono essere resi disponibili quanto prima (indicativamente entro una settimana) su internet in formato testo;
- Gli amministratori pubblici devono garantire piena trasparenza ai cittadini mettendo online il valore dei propri stipendi e la propria fedina penale;
- Incentivare la creazione di aree di telelavoro e relative collaborazioni con gli enti scolastici;
- Promuovere corsi di informatizzazione e uso di internet coinvolgendo associazioni di volontariato locali al fine di avere maggiore coinvolgimento e possibile gratuità di tale servizio offerto alla cittadinanza;
- Dotare le scuole comunali di strutture per l'accesso a internet disponibili all'uso da parte di studenti ed insegnanti;
- Utilizzo di software Open Source, tramite il quale si paga la sola manutenzione senza più sborsare per le licenze, come Gnu/Linux nelle scuole (sia per le infrastrutture gestionali che come insegnamento didattico) e nei locali appartenenti al Comune;
- Le decisione più rilevanti per il Comune e la cittadinanza, in particolare quelle che possono influire su più di una generazione (circa 50 anni), devono essere prese in maniera partecipativa tramite referendum o comunque praticando la democrazia diretta;
Educazione e società
- Garantire pari opportunità agli immigrati, diversamente abili, gay, lesbiche e transessuali. Preparare in conseguenza campagne di informazione per l'interazione sociale, ad esempio a favore dell'interculturalità, dei diritti personali e della libertà sessuale;
- Obbligatorietà nelle mense pubbliche dell'uso di prodotti biologici ed a "km zero". Ridurre al minimo l'utilizzo di prodotti e contenitori usa e getta (tovaglioli di carta, bottigliette di plastica eccetera);
- Mettere in pratica l'asilo dei nonni (idea del consigliere comunale di Treviso David Borelli). Partendo dalla centralità educativa e di sostegno alla famiglia da parte dei nonni, si ipotizza la possibilità di un centro/nido che veda nel suo progetto proprio tale figura. Sempre diretto da figure professionali di riferimento quali pedagogisti ed educatori, i volontari nonni, attraverso un'adeguata formazione, avranno la possibilità di offrire il loro tempo per accudire i bambini. La loro compagnia e la vigilanza in tale ambito potrà così essere un concreto sostegno alle famiglie;
- Ridurre il gettone di presenza degli amministratori al valore minimo previsto dalla legge, altrimenti eliminare qualsiasi privilegio economico in dotazione ai membri del consiglio comunale;
- Riapertura delle case chiuse, in maniera tale da sottrarre tante ragazze allo sfruttamento della prostituzione. La presenza di centri controllati permette un maggior controllo delle malattie e un'imposizione fiscale dell'attività (giustificata dal ricorso al servizio sanitario locale). La collocazione di tali centri deve avvenire dopo aver riscontrato consenso da parte della cittadinanza presente intorno a quei precisi luoghi;
- Affidamento al bilancio partecipativo per coinvolgere la cittadinanza sulle scelte comunali di politica finanziaria. La votazione del bilancio economico dovrà quindi essere preceduta da una fase di informazione/discussione delle spese da sostenere guidata dall'assessorato alla partecipazione;
- Rendere le famiglie adeguatamente informate nei riguardi degli psicofarmaci e dei possibili danni dovuti all'abuso di tali farmaci;
- Prevedere un'analisi annuale dello stato economico di polizia, carabinieri e tribunali. Dopodichè fornire sostegno finanziario per evitare alla legalità di venire meno;
- Effettuare centri di "Bookcrossing" nelle biblioteche. In queste ultime pianificare un sistema a tessera magnetica, con sistema informatico ad accesso pubblico, tramite la quale si possano donare libri e quindi caricare la propria tessera per chiederne poi di altri lì giacenti;
- Progettare corsi di indipendenza dal mercato e dalla moneta (vedi l'Università del Saper Fare del Movimento per la Decrescita Felice), possibilmente collaborando con i volontari e mirati soprattutto alle minori fascie di età.
Associazione di volontariato no profit Grilli biellesi
www.grillibiellesi.org - grillibiellesi AT gmail DOT com
Biella, 25 aprile 2009
1° Critical Mass biellese
Appuntamento sabato 27 settembre per la prima Critical Mass biellese, alle 15 presso i portici del comune di Biella. La Massa Critica non è un'organizzazione ufficiale, non è una manifestazione organizzata. E' un festoso ritrovo di ciclisti che decidono di pedalare insieme per strada, al fine di sensibilizzare sulla mobilità eco-sostenibile.
Questo può essere un sentiero per chiedere la realizzazione di nuove piste ciclabili! Sia per aumentare quelle interne alla città, magari per fare in modo che i quartieri perifici siano collegati in maniera migliore con il centro della città. Promuovere l'uso delle biciclette significa promuovere l'educazione ambientale, alla salute e, quindi, civica.
La biciclettata disorganizzata terminerà con il ritrovo ai giardini Zumaglini, il percorso sarà improvvissato in classico stile Critical Mass. In caso di maltempo la Critical Mass sarà rinviata al sabato successivo. Riprendiamoci la città, ora.
Psss.. passaparola! Scarica il volantino e giralo ai tuoi amici!

Sono disponibili sul Meetup alcune foto della prima Critical Mass biellese.












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