ambiente
Cava-glià: nuove cave in arrivo?
Ci sono alcuni amministratori che stanno lavorando tenacemente alla devastazione del territorio. Noi auspichiamo vogliano ascoltare il parere dei cittadini, per questo abbiamo dato un nostro piccolo contributo alle osservazioni presentate in merito alla nuova strada che si vorrebbe costruire in Cavaglià con l'idea di usarla come linea demarcatrice per segnare un limite di espansione delle cave.
In realtà, come abbiamo fatto notare con le nostre osservazioni (che potete scaricare qua: link PDF http://files.meetup.com/
1. L'area da agricola diverrebbe a viabilità pubblica, ma è stato chiesto ai proprietari all'interno della zona destinata a cave se vogliono destinare il loro terreno agli scavi? Inoltre in mancanza di vincoli (e nel progetto non ce ne sono) il terreno a nord del progetto potrà comunque essere destinato in futuro a cava.
2. Esiste già una strada a 500 metri di distanza da quella che si vorrebbe ideare.
3. Il vicesindaco Nicolello essendo anche consigliere provinciale dovrebbe essere a conoscenza che un progetto che riguardi unicamente Cavaglià sarebbe decisamente limitativo poichè serve una soluzione di concerto con tutta l'area Valledora, tale ipotesi (addirittura di un piano regionale cave, che esiste in tutto il nord Italia tranne che in Piemonte) non è però portata avanti.
4. Molte cartografie indicate nel progetto sono inesistenti o iper-datate, alcune perfino del 1994.
Un approfondimento sull'erbicida "glifosate"
C'è poca informazione sugli erbicidi, il 17 agosto scorso una lettera pubblicata su "Il Biellese" (leggibile qua) tentava di approfondire l'argomento considerato che il neo-presidente SEAB Silvio Belletti si diceva sereno nell'utilzzare alcune tipologie di diserbante.
Abbiamo anche noi voluto rispondere sull'argomento "Glifosate", la nostra lettera inviata a Il Biellese il 21 e il 24 agosto non è ancora stata pubblicata ma speriamo venga diffusa presto. Nel frattempo pubblichiamo la nostra lettera online.
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Vorrei riaprire il discorso sul Roundup (glifosate) diffuso nella vostra rubrica, partendo dalle ultime considerazioni dei cittadini Maffeo e Scacchetti e permettendomi di approfondirle.
Innanzitutto bisogna subito dire che se un prodotto, sia medicinale che fitosanitario, ha ricevuto l'approvazione dell'Asl, della comunità europea o di qualunque altro organismo di controllo, purtroppo non c'è nessuna garanzia sulla sua innocuità per l'uomo o l'ambiente. Basti solo pensare alle migliaia di farmaci che vengono immessi sul mercato ogni anno e che nel giro di alcuni anni vengono ritirati perché si scoprono pieni di effetti indesiderati. Un esempio lampante è l'Aulin commercializzato per più di vent'anni, prima che finalmente sia stato riconosciuto come cancerogeno e ritirato dal commercio.
Le nostre osservazioni sul progetto della Pedemontana Piemontese
Stamane abbiamo inviato con raccomandata a ricevuta di ritorno le nostre osservazioni sulla Pedemontana Piemontese, che consiste in un collegamento autostradale con un tracciato previsto all’interno delle province di Biella, Vercelli e Novara. Non riteniamo corretto investire milioni di euro delle nostre tasse in questa opera, mentre il trasporto ferroviario continua ad avere problematiche e abbiamo individuato molta superficialità nell'analisi dell'impatto ambientale e socio-economico del progetto.
Prima di elencarvi la serie di informazioni da noi raccolte sul progetto in queste settimane, vi lasciamo una canzoncina che spiega come cave, discariche, diga, inceneritore, acqua e autostrada siano tutte problematiche strettamente legate tra loro.
Spreco delle fontane pubbliche a Biella: Pietrobon presenta una mozione
La nostra azione per la tutela dell'acqua e l'eliminazione dello spreco delle fontane pubbliche a Biella pare abbia sortito alcuni effetti. Ci stupisce che nè la precedente amministrazione, nè quella attuale siano riusciti per ora a porre rimedio a quanto da noi constatato, ma abbiamo fiducia che essendo ora un fatto a conoscenza di tutti (qua l'articolo su La Nuova Provincia del 28 aprile e qua sull'Eco di Biella del 3 maggio) ci possa essere una partecipazione trasversale per risolvere il problema che in quanto limpido come l'acqua non può avere alcun colore politico.
Ci è giunta fino ad ora una risposta da parte dei consiglieri comunali, precisamente da Roberto Pietrobon (capogruppo de "La Sinistra"), che ieri ha mandato ai giornali locali un comunicato stampa al cui termine citava la nostra operazione per la salvaguardia di un bene comune e la riduzione degli sprechi: "Ci facciamo portavoci di una proposta assolutamente sensata che ha fatto l'Associazione di volontariato "Grilli biellesi" in merito alle fontane pubbliche cittadine. In allegato potete trovare la mozione che chiede di dotare tutte le 67 fontane di Biella di erogatori a tempo così da evitare uno spreco di risorse sia in termini ambientali che economici".
Acqua pubblica, senza se e senza SpA
Le nuvole sono pubbliche, non possono essere privatizzate. Per questo come associazione di volontariato stiamo sostenendo il Comitato Acqua Pubblica Biellese (di cui siamo promotori) raccogliendo fime a sostegno dei tre referendum del "Forum italiano dei movimenti per l'acqua" per mantenere l'acqua pubblica.
La legge 135 del 2009, con l'articolo 15, impone la mercificazione del bene acqua. E' un tentativo che fin dal 2006, con il ddl Lanzillotta, è stato portato avanti e a novembre 2009 si è tramutato in legge. Alcune della ragioni per cui l'acqua va mantenuta pubblica sono state raccolte dal coordinamento di Novara in questo volantino: http://files.meetup.com/482752/Pieghevole15febbNovara.pdf
Alcune di queste e altre abbiamo tentato di raccontarvele con un breve filmato, girato sabato 1° maggio in via Italia a Biella:











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